^SU
  
  
  
Get Adobe Flash player

Attività proposte

MANIPOLAZIONE - TRAVASI

L’attività di manipolazione risponde a molti bisogni dei bambini, stimola la loro creatività, sviluppa competenze sensoriali, motorie, cognitive ed espressive, favorisce la coordinazione oculo-manuale e sviluppa la manualità fine. Inoltre incoraggia i bambini a toccare materiali dalle consistenze insolite ed evidenzia il rapporto tra gesto e segno (causa ed effetto), offrendo diversi elementi che, pur non essendo “strumenti grafici”, permettono e rendono immediatamente visibile la traccia e il segno prodotto dal movimento dei bambini.
Durante l’attività di manipolazione i bambini immergono le loro mani e la loro immaginazione nel materiale proposto, come ad esempio la pasta di sale, dove le mani si muovono, la pasta si adegua ad esse e la loro creatività si accende…! Il piacere dell’esplorazione, della trasformazione delle cose con l’azione delle proprie mani, fa parte della vita stessa dei bambini; i colori, i materiali plastici, quelli naturali e di recupero diventano strumenti importantissimi per sollecitare la scoperta e la costruzione di nuove modalità espressive e di conoscenza del mondo.
Entrare in relazione con i materiali attraverso i sensi, organizzare le informazioni, trovare connessioni di forme, scoprire differenze, trasformare le cose sono alcune delle linee conoscitive preferite dai bambini. Le esperienze attraverso le mani e gli occhi attivano percorsi individuali e condivisi fra bambini.
Manipolare, impastare,costruire,colorare,infilare,trasformare, travasare sono le attività più frequenti al nido: gli elementi del gioco euristico, la pasta di sale, frutta, verdura, legumi secchi, la pasta sono i “libri” su cui il bambino “studia” e impara.
E’ un’attività proposta a piccoli gruppi di bambini (5-6) in cui il ruolo dell’educatrice consiste nella preparazione e presentazione dell’attività, nell’osservazione e infine nel riordino.
Così vale anche per i travasi, in cui il contesto e il ruolo dell’educatrice sono i medesimi, ma il materiale messo a disposizione è composto da un’ampia gamma di contenitori di diversa forma e materiale (bottiglie, barattoli, scatole, imbuti,ecc.) da riempire e svuotare con pasta di diverso tipo (penne, stelline, fusilli, ecc.), o riso, mais, legumi secchi, farina gialla, o altro ancora.

.

attivita proposte 01

 

 GIOCO EURISTICO

Prima di parlare del gioco euristico è necessario fare un cenno al Cestino dei Tesori di Elinor Goldschmied, di cui il gioco euristico è la naturale evoluzione.
Il Cestino dei Tesori, indirizzato a bambini di sei–sette mesi, è composto da materiali naturali e da oggetti di uso comune appartenenti all’ambiente domestico, scelti e selezionati per stimolare tutti i sensi e raccolti in un vero e proprio cestino di vimini.
Gli oggetti vengono guardati, afferrati, succhiati, battuti, agitati e messi in bocca dai bambini che, nel fare queste azioni, sembrano chiedersi “cos’è questo?”.
Queste operazioni permettono la scoperta delle caratteristiche descrittive (dimensione, forma, peso, sensazione al tatto, ecc.) e funzionali (gli oggetti possono essere riempiti, svuotati, sovrapposti, ecc.) degli oggetti, facilitando lo sviluppo cognitivo e del linguaggio. Questa attività inoltre, consente sperimentazioni sensoriali diverse, sviluppa la coordinazione oculo-manuale, la ricerca attiva degli oggetti, la casualità delle azioni, l’interesse per le qualità degli oggetti e la loro selezione, il tutto attraverso la sollecitazione di tutti i sensi.
Per quanto riguarda il gioco euristico, proposto a bambini dai dodici mesi in poi, la natura degli oggetti offerti è la medesima dei Cestino dei Tesori; la differenza sostanziale è che nel maneggiare gli oggetti il bambino sembra chiedersi ora “cosa posso fare con questo?”.
Il gioco euristico che noi proponiamo ai bambini viene presentato in tre cesti di vimini: uno contenente solo oggetti di legno (bastoncini, mestoli, anelli per tende, ecc), uno oggetti di metallo (scatole, coperchi, chiavi, ecc.) e uno nastri, corde, tubi di plastica, pezzi di stoffa, ecc..
Gli oggetti vengono settimanalmente lavati, sostituiti ed integrati quando usurati, per offrire ai bambini stimoli sensoriali diversificati e suscitare una rinnovata curiosità e desiderio di scoperta.

 

attivita proposte 02

 

LE COSTRUZIONI

Le educatrici spesso propongono ai bambini l’attività delle costruzioni: manipolando ed utilizzando elementi naturali e materiali di recupero e sperimentando diverse tecniche di costruzione si attiva la curiosità e la creatività.
Quest’ attività viene svolta o sui tavoli o sul pavimento: ad ogni bambino vengono offerti puzzle, incastri, lego e simili.
Questi giochi consentono di sviluppare la capacità di coordinamento oculo-manuale, permettono di impilare, costruire, distruggere e ricostruire da capo infinite volte, inducendo e consolidando nel bambino il concetto che tutto ciò che viene distrutto può essere ricostruito (amicizie, legami, relazioni).
Le costruzioni hanno inoltre importanti valenze quali il favorire la socializzazione tra bambini, la relazione tra bambini e oggetto e la verbalizzazione. Sottoforma di gioco si pongono le basi per il riconoscimento di forme, colori, dimensioni, sensazioni tattili, spazio (dentro-fuori, sopra-sotto).

 

 

attivita proposte 03

 

 

 ATTIVITA’ GRAFICO- PITTORICHE

L’attività viene proposta a piccoli gruppi di bambini e i materiali maggiormente usati variano dai pennarelli, ai pastelli a cera, ai colori a dita, ai fogli di varie dimensioni, preferibilmente grandi, cartoncini, spugne, timbri.
L’educatrice organizza il contesto, propone di volta in volta materiale diverso avendo cura di metterne a disposizione una quantità sufficiente da garantire ai bambini libertà di scelta, sostiene l’esperienza, osserva senza inutili intrusioni ed eventualmente interviene su richiesta del bambino. I bambini vengono sempre lasciati liberi di disegnare a piacere.
Questa attività viene proposta più volte permettendo ad ognuno di sperimentare a fondo i singoli strumenti (che verrano riproposti variando il tipo di supporto cartaceo e la loro collocazione spaziale).
Questo tipo di attività favorisce la produzione spontanea dei primi scarabocchi, la conoscenza di materiali , la loro esplorazione e la scoperta delle loro potenzialità in campo grafico.
Uno strumento molto curioso e stimolante è la spugna, che favorisce l’ esplorazione tattile (la porosità, la fluidità o la densità dei colori a tempera) e la scoperta delle varie tracce lasciate dagli strumenti sul foglio.
I bambini utilizzando le diverse tecniche pittoriche possono esprimere con facilità e immediatezza le emozioni, gli stati d’animo, i sentimenti e i livelli percettivi della realtà.

 

attivita proposte 04

 

attivita proposte 05

 

 
 

 ATTIVITA’ DI LETTURA

Aiuta il bambino a conoscere ed esplorare il mondo, diventa un mezzo interessante per parlare, anche con il bambino piccolissimo , di molteplici situazioni ed eventi, sui quali un discorso diretto, sarebbe difficilissimo.
Nel nido le storie entrano prima di tutto sotto forma di libro, un oggetto di gioco da esplorare in tutte le sue parti: toccare, aprire, chiudere, sfogliare, succhiare.
Ne segue la narrazione: ripetere la storia, raccontarla varie volte, significa offrire al bambino il tempo necessario per rifletterci sopra, per immergersi nell’atmosfera creata, per appropriarsi gradualmente del racconto e dei suoi significati in modo da coinvolgere il bambino in un gioco di finzione.
L’educatrice diventa un narratore capace di creare l’atmosfera giusta attraverso la modulazione della voce per suscitare le emozioni più diverse.
Le marionette costituiscono un materiale utile e stimolante proprio per le loro caratteristiche: sono apparentemente vivi, con la capacità di muoversi e di interagire, pur essendo finti; sono più autonomi ed imprevedibili delle bambole e favoriscono la comunicazione, in quanto il gioco presuppone degli spettatori. Ogni storia è letta con la compagnia delle marionette che compiono le stesse azioni lette o raccontate dalle educatrici.


 

attivita proposte 06

 

 IL GIOCO DEL “FAR FINTA DI” – GIOCO SIMBOLICO

In questo tipo di gioco il bambino recita un ruolo o esprime una azione, anche con oggetti non realistici, che assumono un significato e un contenuto di azioni vissute o osservate in un altro momento e in un altro contesto.
Il gioco di finzione permette al bambino di agire “come sè” , di simulare azioni che derivano dal reale, diventandone padrone e sviluppando un’emergente capacità di rappresentazione mentale. Il bambino fa finta di fare qualcosa o essere qualcuno anche con l’intento di una rappresentazione, compreso il gioco delle parti.
Il gioco presimbolico che appare verso i 12 mesi quando il bambino riproduce azioni abituali fuori dal contesto reale. Ad esempio: fa finta di dormire riproducendo semplicemente il gesto , “beve” da una tazza vuota, “mangia” un cibo inesistente.
Gesti e azioni sono riprodotte per il semplice gusto della rappresentazione, del fare , del provare e sperimentare.
Gradualmente, si nota un interesse maggiore verso le bambole e i pupazzi e verso tutti quei giochi e giocattoli che richiamano l’ambiente più familiare e le situazioni più conosciute.
La capacità di gioco simbolico del bambino è strettamente collegata allo sviluppo intellettivo e cognitivo, il bambino diventa capace di rappresentarsi la realtà dopo averla assimilata.

 

 MOTRICITA’

Il corpo rappresenta il primo strumento di conoscenza e di relazione utilizzato dal bambino fin dalla nascita. Attraverso il corpo riceve ed invia messaggi, percepisce il mondo esterno, esprime i propri bisogni, emozioni, reazioni e sentimenti.
I processi di crescita avvengono con la continua acquisizione di autonomia di movimento, maturano e si evolvono. La motricità, infatti, riveste un’importanza determinante e si collega alla capacità di deambulazione.
Il senso del movimento del proprio corpo è per di più un elemento vitale per lo sviluppo dell’immagine di sé.
Le attività motorie vengono generalmente praticate nella sala sonno, dove sulla parete c’è un grande specchio. La stanza viene sgomberata dai lettini e allestita di volta in volta con un paio di materassi sali-scendi, un ponte (composto da tre materassi) e un cubo. Questo materiale può venire “organizzato” per costruire un percorso (es. sali-scendi, passaggio sotto il ponte, salire sul cubo e saltare giù) o sistemato in ordine sparso lasciando i bambini liberi di usarlo e sperimentarlo a loro piacimento. Nel proporre il percorso l’educatrice lo esegue prima per mostrarne ai bambini la successione e poi con la voce e con i gesti li “guida” nell’esecuzione (attività guidata).

 

 MUSICA

La musica è una legge morale, essa dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose. Essa è l’essenza dell’ordine ed eleva ciò che è buono, giusto e bello, di cui essa è la forma invisibile ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna.”
Platone

 

Dall’unione tra suono e tempo nasce la musica.

Possiamo affermare con certezza che l’udito è uno dei sensi più trascurati sul piano educativo.
L’orecchio non trova il suo giusto spazio nella struttura scolastica, né il linguaggio musicale come mezzo di espressione e di conoscenza. Si nota una tendenza verso l’”occhio centrismo”: cos’hai visto?, dove?, di che colore è?...... sono domande che spesso l’adulto rivolge al bambino per fargli approfondire il senso di un’espressione da lui vissuta; ma le domande: cos’hai ascoltato?,dove?, che suoni erano? non vengono facilmente esplicitate.
Il “fare musica”, il comunicare con i suoni, con i rumori è un momento legato strettamente allo sviluppo della mente infantile.

Oltre all’ascolto della musica, ai bambini vengono anche proposte canzoni e filastrocche, brevi e semplici, che implicano l’uso delle mani, dei piedi, delle dita e giochi di voce. Vengono cantate o recitate dalle educatrici per i bambini prima e con i bambini poi, con enfasi, mimica facciale e gestuale. Generalmente cantiamo alcune canzoni quando siamo a tavola, dopo la merenda o prima del pranzo e a volte anche durante la mattinata per coccolare con la voce qualche bambino in difficoltà.
Spesso l’educatrice inizia a cantare “su richiesta” di qualche bambino, che si avvicina facendo un gesto o dicendo una parola che rievoca una specifica canzone; a volte invece, inizia a cantare sottovoce per attirare l’attenzione dei bambini e una volta polarizzata, continua la canzone con un tono normale ed adeguato.
Questo tipo di attività, oltre ad essere estremamente affascinante e rilassante per i bambini, mira a sviluppare il linguaggio, la memoria, il senso del ritmo e l’imitazione gestuale (mimica).
Per rendere partecipe anche la famiglia, che spesso sente a casa solo qualche frammento di canzone o filastrocca cantata dai propri figli, organizziamo durante l’anno due incontri pomeridiani per cantare tutti insieme (genitori, bimbi ed educatrice) il nostro Canzoniere e recitare, mimando, le filastrocche.
L’intreccio armonico ed equilibrato tra tutte le attività proposte ai bambini e la relazione che si è creata tra loro e le educatrici, fa si che essi possano crescere in modo completo, e la loro permanenza al nido sia caratterizzata come un periodo sereno, felice e indimenticabile per poter costruire la propria storia personale su basi salde.


ACQUATICITA'

L'acqua è un ambiente piacevole che offre una notevole quantità di stimoli motori e sensoriali, che il bambino impara attraverso il proprio divertimento e la presenza rassicurante del proprio genitore.

Nelle prime settimane, l'obiettivo principale sarà il raggiungimento di un benessere nell'ambiente acquatico sia per il genitore che per il bambini che avranno inoltre,in tal modo la possibilità di creare un gruppo con gli altri partecipanti. Acquisita la sicurezza necessaria, saranno proposti esercizi in base a quanto l'istruttrice riterrà opportuno e sempre in modo graduale.

La finalità è far vivere con fluidità e spontaneità tutti i momenti di gioco dentro e fuori dall'acqua relazionandosi con fiducia con l'istruttrice e le altre coppie di genitori e bambini. Per il raggiungimento di tale obiettivo è importante tenere presente che ogni bambino è un individuo unico, con i suoi ritmi e le sue modalità di comportamento.

Tutti i bambini visti i loro primi mesi di vita trascorsi in ambiente liquido, nascono con una buona acquaticità, amano l'acqua e non la temono.

Il compito di istruttori e genitori non dovrebbe essere quello di insegnare a “nuotare” ma di favorire che questo processo avvenga spontaneamente. Infatti, se viene permesso ai bambini di riprovare il contatto con l'acqua anche dopo la nascita, spontaneamente riescono a stare a galla e a spostarsi autonomamente e volontariamente nell'acqua senza che nessuno glielo insegni, così come imparano a gattonare e a camminare.

I bambini che frequentano con continuità i corsi in piscina una volta a settimana :

  • dai 3-6 mesi sperimentano tutti i tipi d'immersione imparano a tenersi da soli lungo il bordo, sul genitore,galleggiando a dorso iniziando a rimanere in equilibrio, sempre da soli, su diversi tipi di attrezzi .

  • Dai 6-12 mesi cominciano a pedalare per tutta la piscina, con ogni tipo di attrezzo, senza l'aiuto dei genitori, alla conquista di fantastici giochi. Si tuffano nei più svariati modi, nuotando da soli sott'acqua.

  • Dai 12-24 mesi si riduce il materiale di sostegno e imparano a nuotare a cagnolino completamente da soli in acqua profonda , alternando momenti di immersione.

  • Dai 24-36 mesi imparano tutti i tipi di galleggiamento e si spostano su percorsi sempre più lunghi.



Copyright © 2013. www.arcobalenocervia.com Rights Reserved.